La crisi di governo costituisce una straordinaria occasione da cogliere per chi rappresenta il Veneto in Parlamento e in particolare al Senato. Come insegnano gli amici della Sud Tiroler Volkspartei, questo è il momento in cui si ha più forza per negoziare ciò che serve al nostro territorio a fronte del sostegno ad un nuovo governo, perché al di là della stabilità invocata come prima esigenza del Paese nella pandemia nessun parlamentare vuole tornare al voto sapendo che un altro giro per molti non ci sarà più. 

Il Veneto ha eletto 24 senatori: le trattative in corso nei palazzi romani possono essere nobilitato se anche un piccolo gruppo di loro ponesse con trasparenza sul tavolo come condizione per l’appoggio a un nuovo governo le priorità d’investimento necessarie ad una delle Regioni che può trainare la ripresa del Paese nel post-Covid e che è invece stata gravemente trascurata nel Recovery Plan approvato dal Consiglio dei ministri.

Da tempo purtroppo il Veneto non ha un peso politico pari alla rilevanza del suo sistema sociale ed economico, nonostante sia crocevia strategico con l’Europa del Nord e dell’Est. Ma arrivare addirittura al punto che il Porto di Venezia non viene neppure nominato in un Piano che cuba oltre 300 miliardi di euro è scandaloso. Possibile che ci sia la circonvallazione ferroviaria di Trento e non un cenno al Terminal off shore, senza il quale il destino del porto di Venezia in tempi di gigantismo navale commerciale è segnato dall’inaccessibilità a causa del Mose? Come pure che non vi sia traccia del prolungamento della A27 quale corridoio ad alta tecnologia e massima garanzia ambientale per collegare la nostra regione all’Europa? Ricordo che è l’unica dell’arco alpino che non ha uno sbocco a Nord, pur essendo così integrata con l’area germanica. E com’è possibile che siano del tutto ignorate le idrovie quali canali navigabili alternativi al traffico su gomma? Né ancora una volta vengono ripristinate le risorse per il Sistema Ferroviario Metropolitano regionale che avevo ottenuto nella Finanziaria del Governo Prodi del 2008, poi cancellate dal Governo Berlusconi.

Ecco allora che la crisi di governo potrebbe essere uno snodo politico fondamentale per consentire una correzione di rotta e negoziare investimenti essenziali per il nostro territorio. Non solo: i senatori eletti in Veneto hanno anche l’occasione straordinaria di esigere che venga portata in Parlamento la pre-intesa sull’autonomia sottoscritta da Zaia con il Governo Gentiloni nel 2018, dimostrando così di rispettare la volontà dei 2,3 milioni di elettori. Potrebbe essere l’occasione per chiedere anche che l’Imu sugli immobili produttivi e per il terziario resti ai nostri Comuni, come avviene a Bolzano, per finanziare investimenti nella rigenerazione urbana e nella messa in sicurezza del territorio, sostenendo così la ripresa post-Covid, creando buona occupazione e restituendo attrattività alla nostra regione.

Facciamo dunque un appello ai parlamentari del Veneto, ma anche al Presidente Zaia: non sprecate un’occasione come questa. 

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