Il 24 ottobre scorso il Presidente Giuseppe Conte annunciava in conferenza stampa la necessità di una stretta anti-contagi con un nuovo Dpcm avente l’obiettivo “di tenere sotto controllo la curva epidemiologica” ed evitare di chiudere tutto per Natale. Invece siamo in attesa del parto del sesto Dpcm in appena due mesi, quello che dopo l’indignazione per gli assembramenti dello shopping cittadino dello scorso fine settimana dovrebbe metterci in definitivo lockdown nel nostro comune di residenza nelle prossime festività. Prendiamo atto che l’obiettivo ‘di salvare il Natale’ è fallito, ma soprattutto che, dopo ben 6 decreti legge e 5 Dpcm sfornati dal Governo, l’Italia è purtroppo il primo Paese per vittime in Europa. Perché – come ha spiegato il prof. Crisanti – “possiamo fare tutti i lockdown che vogliamo fino all’arrivo del vaccino, però senza una strategia si rischia di sprecarli come quest’estate e come stiamo facendo adesso”. 

Peraltro, oltre ad essere mancata sin qui una strategia adeguata che non sia quella di isolarci in casa rincorrendo il contagio (invece di anticiparlo con il rafforzamento della sanità territoriale, tracciamento, tamponi e strutture per l’isolamento dei positivi), il Governo è intervenuto con regole incoerenti e contraddittorie, come il divieto di transito intercomunale o quello che considera possibile il pranzo e pericolosa la cena al ristorante. L’apice della schizofrenia è stata la pubblicazione il 28 novembre scorso del Regolamento ‘cashback’, un programma che prevede rimborsi del 10% fino a un massimo di 150 euro per chi effettuerà almeno 10 acquisti in negozi fisici con pagamenti elettronici dall’8 al 31 dicembre prossimo (e alla Camera la ministra Pisano ha annunciato che si sta valutando una proroga al 6 gennaio). C’è stato ovviamente un boom di iscrizioni all’app del programma e la gente è uscita di casa in massa lo scorso fine settimana mettendosi in coda davanti ai negozi, riaperti per la domenica anche in Veneto. C’è solo da sperare che la circolazione vivace di persone all’aperto non corrisponda a situazioni incaute che favoriscono il contagio, come la ressa nei negozi o nei bar. Lo vedremo nelle settimane a venire, ma francamente – senza nulla togliere alla responsabilità di noi cittadini – non è accettabile che chi ha dato il via al cashback si indigni per gli assembramenti nei centri cittadini, come pure che si prevedano sanzioni che restano inapplicate alla minoranza di cittadini che violano le norme anti-contagio, inasprendo per questo le regole a tutti in un crescendo di grida manzoniane. Non credo che la cancelleria Merkel – che ha deciso con i Lander il lockdown tedesco in vigore da oggi -, avrebbe mai dato il via a un simile programma sperimentale per accattivarsi il consenso dei commercianti, categoria tra quelle più in difficoltà. Angela i commercianti (e non solo) li ristora invece sul serio. 

Perciò si prenda esempio dal lockdown tedesco per assumere finalmente misure adeguate alla gravità della situazione, ma chiare e coerenti agli obiettivi. Come ha suggerito la virologa Antonella Viola “o si usano misure drastiche, come quelle decise dalla Germania, oppure si controlla il territorio in modo capillare, per garantire che le poche regole vengano sempre rispettate” con “una strategia di contenimento che ci faccia superare i prossimi sei mesi. Mesi che saranno difficili” perché dei vaccini più solidi Pfizer e Moderna l’Italia “avrà poche dosi in quanto il nostro Governo ha puntato su AstraZeneca, che è in ritardo”, come ha confermato Crisanti. 

Ho Infine: si smetta l’inconsistente discussione su quali siano i piccoli Comuni ai fini della deroga al divieto di transito intercomunale nei giorni di festa, perché ciò che conta è evitare forme eccessive di aggregazione. Si copi la Germania, dove i confini dei Comuni non hanno alcun rilievo e la regola di buon senso è quella di limitare il numero dei familiari che possono passare insieme i giorni dal 24 al 26 dicembre (al massimo dieci adulti più i loro bambini di età inferiore ai 14 anni) e a Capodanno (solo cinque adulti di due famiglie più i loro figli sotto i 14 anni). Dare comunque un po’ di respiro alle persone, permettendo ad es. anche una passeggiata all’aperto, certamente non farà diffondere il contagio come l’esodo biblico a cui probabilmente assisteremo in questo fine settimana.

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