Lezione di educazione civica il 20 gennaio scorso con i ragazzi delle classi di terza media dell’Istituto comprensivo ‘Roncalli’ di Quarto d’Altino (VE), insieme a Silvia Conte, all’interno del progetto elaborato dalle loro insegnanti sull’uso della parola come strumento di cambiamento. Partendo dai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale, gli studenti ci hanno rivolto delle domande sulle azioni che i rappresentanti delle istituzioni possono intraprendere affinché i diritti-doveri sanciti in Costituzione siano concretamente attuati. Da qui si è aperta una riflessione con loro sulla indissolubile correlazione fra diritti e doveri di ciascuno di noi, proprio perché solo nell’esercizio pieno e attivo del nostro ruolo di cittadini si realizza la migliore garanzia di una democrazia viva in cui a tutte le persone sono garantite eguali opportunità. 

Se i nostri ragazzi, dati alla mano, sono risultati preparati meglio non si spiega come mai ci siano nelle regioni del Nord così pochi 110 e lode (ma anche 100). Poiché i 100 e lode si costruiscono anche con i voti dell’intero triennio la ragione sta forse in una insipiente previsione dei consigli docenti dei nostri Istituti? O le ragioni inconfessabili sono altre? Restano i fatti: nelle tre regioni che chiedono l’autonomia differenziata anche nella materia della scuola la spesa statale per istruzione pro capite è la più bassa, i risultati Invalsi sono decisamente migliori ma i 100 e lode sono la metà se non un terzo di quelli dati al Sud. 

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