Simonetta Rubinato

Il valore della buona politica

«Dai banchi della Camera ho portato avanti alcune importanti battaglie a favore del Veneto. Il sostegno all’imprenditoria locale contro la delocalizzazione selvaggia, la lotta alla corruzione.»

Nata a Treviso, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Padova, iscritta all’Ordine degli avvocati di Treviso, impegnata per molti anni nel volontariato parrocchiale giovanile, mi sono affacciata quasi per caso all’esperienza politica nel 2002, quando mi è stata chiesta la disponibilità a coordinare il nascente partito della Margherita in provincia di Treviso: ricordo ancora con emozione l’entusiasmo con cui, partendo da 5 circoli sul territorio, attraverso un progetto di partecipazione politica dal basso, con una squadra affiatata siamo riusciti in due anni ad arrivare ad oltre 50 circoli.

Nella primavera del 2004 mi è stato quindi chiesto dal Centrosinistra di candidarmi a sindaco di Roncade. Una grande emozione vincere ed essere la prima donna eletta sindaco del mio Comune. Riconfermata nel 2009 con un consenso ancora maggiore. Che ho tradotto in un grande impegno rivolto in primo luogo ai bambini e alle famiglie: con la messa in sicurezza e l’adeguamento di tutta l’edilizia scolastica comunale, la realizzazione di piste ciclabili, l’aumento dei fondi destinati alle famiglie, alla scuola e al sociale, la costruzione della casa di riposo e l’istituzione della Fondazione Città di Roncade. Ho raddoppiato gli investimenti in opere pubbliche, sforando anche il patto di stabilità per pagare regolarmente le imprese, dimezzato le aree edificabili previste dal Prg ereditato dalla precedente Amministrazione, realizzato il primo Piano strategico di sviluppo locale per un Comune di questa dimensione, delineando le linee di sviluppo economico, sociale ed ambientale del territorio pensando anche alle future generazioni.

Autonomista da sempre, tenacemente federalista, fortemente legata al territorio anche per essere entrata in politica attraverso l’esperienza di sindaco, eletta Senatrice nella lista della Margherita nel 2006 ho accettato con entusiasmo di far parte del Gruppo Per le Autonomie, pensando che fosse un’opportunità per rappresentare in modo più efficace il Veneto. Nel 2008 sono stata eletta deputata, riconfermata nel 2013, dopo aver vinto in provincia di Treviso le primarie del Partito democratico, al quale mi sono iscritta aderendo al decalogo lanciato nel 2007 di Walter Veltroni, nel quale al punto ottavo era previsto l’impegno di “completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali”. In quelle due legislature ho fatto parte del Gruppo del Partito democratico, lavorando in Commissione Bilancio e nella Commissione Bicamerale per il Federalismo. In Parlamento mi sono occupata principalmente di temi quali: l’autonomia, il federalismo e la finanza locale, un nuovo rapporto tra fisco e contribuenti, le infrastrutture necessarie al Veneto, il sostegno all’imprenditoria locale contro la delocalizzazione selvaggia, la lotta alla corruzione, la sopravvivenza delle nostre scuole dell’infanzia paritarie, il commercio equo e solidale. In particolare è frutto di un mio emendamento, il comma 571 della legge di Stabilità 2014, che ha aperto la strada all’attuazione dell’autonomia differenziata prevista dall’art. 116, terzo comma, della Costituzione, attualmente oggetto del dibattito politico in Veneto ma anche a livello nazionale.

Nell’agosto del 2017 ho quindi pubblicato il libro “La Spallata. Il referendum sull’autonomia e il futuro del nostro Veneto” e costituito il comitato ‘Veneto Vivo’ per sostenere la partecipazione dei cittadini veneti a favore del SÌ al referendum per l’autonomia del 22 ottobre 2017. E nel 2018, cessato ogni incarico istituzionale e politico, non rinnovando l’iscrizione al Partito democratico, avendo  ho costituito Veneto Vivo, una libera associazione civica, apartitica e laboratorio politico-culturale, per rappresentare proprio l’aspirazione all’autogoverno dei Veneti e insieme rilanciare il progetto di riforma federale della Repubblica e di integrazione politica europea, in attuazione del principio di sussidiarietà.

Il centralismo amministrativo è buono solo a snervare i popoli che lo subiscono, poichè tende incessantemente a diminuire in essi lo spirito civico. Esso può, è ben vero, riuscire a concentrare ad un certo momento ed in un luogo tutte le forze disponibili di un paese; ma è, altresì, vero che nuoce alla riproduzione di tali forze.
Alexis de Tocqueville

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