Le elezioni 2020 sono state caratterizzate da più anomalie, alcune note da tempo, che hanno fortemente condizionato l’esito del voto. Data per scontata la rielezione di Zaia, che si candidava al suo terzo mandato consecutivo, il suo trionfo è stato dovuto a diversi fattori, tra i quali:

  • l’effetto personalizzazione, del quale in queste elezioni regionali hanno goduto tutti i presidenti uscenti con grande carisma (oltre a Zaia si veda il risultato di De Luca in Campania, Emiliano in Puglia, Toti in Liguria). Ha dominato l’apprezzamento dell’uomo prima del partito, tanto è vero che la sua lista personale ha conquistato da sola la maggioranza assoluta dei voti;
  • la sovraesposizione mediatica a causa della emergenza COVID-19 e la monopolizzazione dell’attenzione attorno a questo argomento;
  • la contemporanea ridotta/assente possibilità di fare campagna elettorale da parte dei competitor. Sono mancati comizi, riunioni, incontri con gli elettori e sono state messe a dura prova le capacità organizzative dei candidati e degli staff, dovendo utilizzare strumenti di interazione a distanza ai quali molti non erano avvezzi.

Con simili condizioni hanno incontrato enormi difficoltà gli outsider, ed in questa categoria rientra a pieno titolo la lista “VENETO – Simonetta Rubinato per le Autonomie”. Il bacino potenziale di elettori sensibili al tema dell’autonomia differenziata e ancora indecisi prima del voto, tra i quali vi sono i potenziali elettori di tale lista, era piuttosto elevato ma, anche per i fattori di cui sopra, il loro voto alla fine è confluito quasi totalmente su Luca Zaia.

Diversi altri fattori contingenti hanno condizionato l’esito elettorale della lista. Il poco tempo a disposizione (con una campagna elettorale della durata di meno di due mesi partendo da zero), le difficili modalità di relazione con l’elettorato fortemente condizionate dal COVID, gli ostacoli burocratici che si sono dovuti superare (presentazione liste, ricorsi, etc.) e le contenute risorse economiche, hanno impedito di radicarla e aumentare la sua notorietà per le elezioni regionali 2020. 

La notorietà della lista è infatti un tema fondamentale in campagna elettorale; a livello complessivo regionale, come si sapeva ed è stato confermato dal voto, vi sono sacche in cui la lista è molto nota ed altre in cui non lo è affatto. Tanto più che, per quanto riguarda Simonetta Rubinato, c’è storicamente una forte correlazione tra la notorietà e la fiducia, ovvero tra chi la conosce vi è una alta percentuale di apprezzamento, maggiore di molti competitor, e si tratta di un dato molto difficile da ottenere e soprattutto mantenere. A riprova di ciò si evidenzia come, laddove vi è stata elevata notorietà, la performance della lista è stata positiva.

Tutto ciò detto, i circa 14.000 voti presi rappresentano non una sconfitta ma una evidenza della bontà del progetto. I fondamentali di Simonetta Rubinato e della lista civica “VENETO – Simonetta Rubinato per Le Autonomie”, che ha avuto il suo battesimo di fuoco in una “tempesta perfetta” come quella delle Regionali 2020, sono buoni e promettenti.

Il fatto fondamentale è che in una competizione a somma zero con nove candidati, se tre contendenti ottengono il 96% dei voti, gli altri sei devono dividersi il restante 4%. La lista “VENETO – Simonetta Rubinato per le Autonomie” si è presentata per la prima volta ad una competizione elettorale così importante ed ha ottenuto un numero di voti poco inferiore a quello di contendenti blasonati, che si presentavano alla ennesima campagna elettorale e con (potenzialmente) più importanti portatori di voti.

Giorgio de Carlo

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